Slide – Il bottleneck
Suonare con il bottleneck cambia radicalmente la nostra filosofia di approccio allo strumento, si abbandona la sicurezza dei tasti per avventurarsi in un viaggio verso la nota “pensata e cercata” che dipenderà soprattutto dal nostro “feel” e dal nostro orecchio musicale. Gli inizi sono sempre “drammatici”, all’inizio l’abitudine alle posizioni di arrivo sulla zona dove appoggiavamo le dita genera delle stonature calanti da far accapponare la pelle !! La sensibilità giusta nel dosare la pressione del bottleneck è difficile da acquisire, ricordate soprattutto che lo strumento da utilizzare (specie in accordature aperte che richiedono tensioni minori) deve avere un action (la distanza delle corde dal manico) sufficiente per scivolare e tenere il suono senza toccare i tasti e deve montare corde non troppo sottili (consiglio minimo 011 al cantino). Superato questo impatto iniziale la sensazione di intonare la chitarra in libertà assoluta (come fosse la nostra voce) ci aiuterà ad acquisire un orecchio musicale straordinario nell’intonazione delle note e aprirà un nuovo mondo di suoni insospettabili.
Il bottleneck ( letteralmente collo di bottiglia ) è un tasto scorrevole, infatti facendolo scivolare sulle corde senza toccare i tasti sottostanti sostituisce la loro funzione variando nella sua corsa l’intonazione del suono in modo progressivo.

Le caratteristiche determinanti del suono prodotto da un bottleneck sono la forma, il materiale e la pesantezza; vetro e ovviamente il metallo (acciaio ma anche ottone o altre leghe) sono i materiali più utilizzati ma esistono modelli in plexiglass e in ceramica. Comunque si può usare qualsiasi oggetto che possa scorrere sulle corde senza rovinarle e che produca un suono gradevole all’orecchio.
Il metallo produce un suono con un attacco molto forte, non ha un grande sustain, ed quindi preferibile per musica rock., mentre il vetro é più adatto all’utilizzo acustico, avendo un suono con molto sustain e piuttosto caldo e dolce, attenzione che è anche molto fragile !.
Più il bottleneck é pesante, maggiore é il sustain e la precisione dell’intonazione delle note, dovremo cercare quindi un compromesso tra suono e maneggevolezza, evitando sia i “ ferri da stiro “ che i tubicini in alluminio per le pasticche, la sperimentazione aiuta a trovare il giusto compromesso tra il suono e la dimensione delle vostre dita.
La regola di base é che la lunghezza del bottleneck dovrebbe essere maggiore della larghezza della tastiera al capotasto, per evitare che durante l’uso il bottleneck vada a urtare le corde basse della chitarra con effetti indesiderati.
Il bottleneck va indossato dove preferite, io consiglio il mignolo ma non c’é una regola fissa.
Il bottleneck sull’anulare impedisce la diteggiatura di molti accordi sulla tastiera. ma l’anulare ha una maggiore forza e dunque una maggiore capacitá di dosare sulle corde anche bottleneck piuttosto pesanti nel modo più adatto.
Vi suggerisco di controllare sempre il movimento del bottleneck con un buon ancoraggio del pollice sul retro del manico, intatti il pollice deve rimanere con la punta nella stessa posizione mentre il bottleneck scivola sulla tastiera, in questo modo l’arrivo dello slide alle note è stabile, ben dimensionato e consente un vibrato di buona qualità.
Ricordate inoltre che le posizioni degli accordi sulla tastiera con i vari rivolti sono un’ottimo punto di riferimento per terminare correttamente e in modo impeccabile la vostra scivolata.

Anche l’inclinazione è importante, per esempio se si vuol far suonare solo il cantino in contemporanea con un basso a vuoto, è sufficiente variare l’inclinazione per liberare i bassi :
Pressione da esercitare sulle corde
Attenzione !!!!!
Quando scorrete il bottleneck sulle corde, la giusta pressione è difficile da acquisire, dovrete schiacciare a sufficienza per evitare ronzii e note discontinue senza mai toccare i tasti, il suono deve variare progressivamente durante la scivolata senza interruzioni !!!, le altre dita bloccano le vibrazioni indesiderate dietro il bottleneck e formano un unico blocco negli slide, aiutando la precisione dell’intonazione con la frizione che esercitano, salvo in slide particolarmente veloci o estesi, dove le dita aperte consentono maggiore agilità.
Punto di arresto del bottleneck
La posizione corretta di arrivo del bottleneck deve essere esattamente sopra la barretta e non al centro del tasto dove siamo abituati ad appoggiare le dita, un po’ di vibrato (piccoli movimenti del bottleneck) è consigliabile per correggere le imperfezioni di intonazione.

Dal testo METODO di CHITARRA SLIDE (Sandro Agostini – 2009)
Ecco qualche link interessante sul blues e sullo slide
http://digilander.libero.it/bluesborder/
http://www.sonorika.com/v2/musica/genere/blues/
Slide Guitar Tabs
All slide guitar tabs are my interpretation of the songs and they are only for my own personal study. If you copy them you may violate some copyright law and you will burn
in guitar hell!!!
Ecco alcune accordature aperte
N.B. le accordature sono esposte dalla 1° alla 6° corda :
Open G :
D B G D G D
Open E :
E B G# E B E
Open D :
D A F# D A D
Open A :
E C# A E A E
Drop D :
E B G D A D




